Fratelli carissimi, Cristo è risorto, anzi è davvero risorto. Mi piacerebbe sentir risuonare queste parole dell’antica tradizione cristiana in un incontro personale con ciascuno di voi. Non potendolo fare, mi lascio trasportare dalla fantasia, collocando dinanzi agli occhi dello spirito i vostri volti e immaginarvi, mentre leggete questi fraterni auguri. Sono piccola cosa lo riconosco, ma l’annuncio ad essi legato dovrebbe ancora una volta recare gioia ed entusiasmo ai nostri cuori. Gesù è vivo, ha sconfitto la morte e ogni angoscia, il suo Spirito ci comunica la gioia della vita nuova, due aspetti della quale mi permetto di ricordare a ciascuno di voi.

Nella Veglia pasquale il canto ripetuto dell’Alleluja è preceduto dalle parole dell’apostolo Paolo, che ricordo nel suo inizio: «Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rom 6,3-5). Il brano intero continua insistendo sulla comunione misteriosa e vitale che ci lega a Cristo, usando termini efficaci e singolari. Nel battesimo siamo stati “con-sepolti”, e per questo siamo “con-uniti”, perché “con-crocifissi”; “con-morti” con lui, con lui “con-vivremo”. Scopriamo sempre di più in una prolungata preghiera silenziosa la profonda comunione con Lui. L’orazione cristiana consiste proprio nella progressiva percezione personale dell’unione mistica che i sacramenti hanno già realizzato fra il credente e Cristo. E la vita nuova appare ai nostri occhi spirituali. Vita nuova che non è altro che la vita con Cristo, la vita nel suo Spirito, annunciata al mattino del «primo giorno», in tutta la sua gioiosa novità. Le difficoltà del momento presente, le preoccupazione per un futuro prossimo, rischiano di paralizzare i nostri cuori, impedendoci di aprirli alla forza nuova della Pasqua di Cristo. Ma di fronte a questa tentazione ingannevole, non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo. Il Signore è vivo. Accogliamo ancora una volta con fede grande questo annuncio, dono da offrire ad ogni persona che incontriamo, cominciando dalle nostre stesse fraternità. La gioia della risurrezione assicura ad ogni esistenza un significato che la conferma degna di essere vissuta. La risurrezione di Cristo nel suo vero corpo ha introdotto nel mondo una modalità nuova di vivere in relazione: «Abbiamo doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi … gareggiando nello stimarci a vicenda» (cf Rom 12,6.10). Fratelli, con lo sguardo illuminato dalla fede, un coraggio reso forte dalla speranza, la vitalità delle opere rese feconde dalla carità, riprendiamo il nostro cammino, cominciando dai due punti sopra accennati: la preghiera personale prolungata e la trasformazione delle nostre relazioni. Sono certo che in questo cammino riscopriremo la gioia della nostra consacrazione al Signore risorto. Buona Pasqua, fratelli, a ciascuno di voi, perché il Signore è risorto, è davvero risorto.