Black Friday o … la grazia di un aiuto dal cielo

Hoy creo que en casi todos los países de este primer mundo a este día de lo llamamos “black Friday”. Un nombre dado en Filadelfia en la época de los 50 por los atascos que se formaban en la proximidad de la noche de Acción de Gracias. Es una noche dedicada al consumismo, un día en el que todos salen a comprar algo porque encuentran los precios rebajados.
También es el día en el que miles de personas se contagiarán del covid-19 en medio a las aglomeraciones, los encuentros con los amigos… otros miles serán ingresados en los hospitales porque tengan problemas para respirar y tristemente otro gran numero será llamada a la casa del Padre. Una realidad que nadie quiere aceptar. Es la hipocresía de occidente, no ver que el de al lado está sufriendo; o mejor dicho, no querer mirar el dolor del que está al lado para no tener que modificar ningún patrón de conducta. El gobierno de España sacó un slogan durante la cuarentena que decía: “saldremos más fuertes”, pero en realidad nos consumimos poco a poco, fruto de décadas y décadas de instruirnos en el individualismo, de haber perdido el sentido comunitario.  Pero hoy la Iglesia, el Cielo nos regala una grande fiesta. Celebramos la memoria de la Virgen de la medalla de la Milagrosa. Se le apareció a Santa Catalina Labouré la Virgen María sobre una esfera de la Tierra y le dijo: “Este globo que has visto es el mundo entero donde viven mis hijos. Estos rayos luminosos son las gracias y bendiciones que yo expando sobre todos aquellos que me invocan como Madre. Me siento tan contenta al poder ayudar a los hijos que me imploran protección. ¡Pero hay tantos que no me invocan jamás! Y muchos de estos rayos preciosos quedan perdidos, porque pocas veces me rezan”. Invito a todos a invocar hoy la ayuda de María para que nos ayude a tomar consciencia de lo que está pasando a nivel mundial y sepamos reaccionar conforme sea mejor para nosotros y para que cuando hayamos pasado esta pandemia, algo en el mundo haya cambiado, un cambio a mejor, un cambio en el que María sea protagonista

Credo che oggi in quasi tutti i i paesi del primo mondo chiamiamo questo giorno il black Friday. Il nome è stato inventato a Filadelfia verso gli anni ’50 per le code che si formavano in occasione della notte del Ringraziamento. È Una notte dedicata al consumismo, un giorno in cui tutti vanno a comprare qualcosa per via degli sconti applicati ai prezzi.
Tuttavia è anche il giorno in cui mille persone si sono contagiate per gli assembramenti, gli incontri con gli amici … altre mille entreranno in ospedale per problemi respiratori e tristemente un altro grande numero sarà chiamato alla casa del Padre. Una realtà che nessuno vuole accettare. È l’ipocrisia dell’occidente, non vedere che da una parte si sta soffrendo, o per meglio dire non voler considerare il dolore di chi ti sta accanto per non dover modificare nessuna condotta. Durante la quarantena il governo spagnolo ha lanciato uno slogan, che diceva: «ne usciremo più forti», però in realtà ci consumiamo poco a poco, frutto di anni e anni nei quali ci siamo imbevuti di individualismo, perdendo il sentire comunitario.

Ma oggi la Chiesa e il Cielo ci regalano una grande festa. Celebriamo la memoria della Vergine della Medaglia miracolosa. La Vergine Maria apparve a santa Caterina Labouré sopra una sfera che rappresentava la terra e le disse: «Questo globo che hai visto è il mondo intero dove vivono i miei figli. Questi raggi luminosi sono le grazie e le benedizioni che spando sopra quelli che mi invocano come madre. Mi sento tanto contenta di poter aiutare i figli che mi implorano protezione, Ma ce ne sono tanti che non mi invocano per nulla. E molti di questi raggi preziosi vanno perduti, perché poche volte mi pregano». invito tutti a invocare oggi l’aiuto di Maria perché ci aiuti a trovare la coscienza di quanto sta accadendo a livello mondiale e sappiamo reagire sia per il nostro bene sia perché, quando sarà passata questa pandemia, qualcosa nel mondo sia cambiato, in meglio, in un cambiamento di cui Maria sia protagonista.

IL PRIMO CONVENTO FRANCESCANO

Le Celle di Cortona, Oratorio“Cellam gyro parvam paupertas struxit et arte rudem”             Dove si trova il manoscritto di quella elegia di soli sedici distici,

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