Fissare in Dio lo sguardo e il cuore

L’ultimo numero, il 59, del Capitolo III – La nostra vita di preghiera – delle Costituzioni dei Frati Minori Cappuccini ha come titoletto “Fissare in Dio lo sguardo e il cuore”.

Quest’ultimo numero consta di tre punti, di cui il primo così recita: «Nella santa carità, che è Dio, san Francesco esorta tutti i frati, affinché, allontanato ogni impedimento e messa da parte ogni preocupazione e ogni affanno, si impegnino a servire, amare, adorare e onorare il Signore Iddio, con cuore puro e con mente pura.»

Richiamando le parole di san Francesco le Costituzioni evocano i brani evangelici dell’abbandonarsi alla Provvidenza di Dio (vd. Mt 6,25-34; Lc 12,22-31): la centralità nella vita del frate deve essere sempre il rapporto personale con Dio, dal quale questo scaturisce la vera e pura carità, da attuarsi poi nelle relazioni con i fratelli e con le altre creature, in un giusto e sano approcciarsi alle cose del mondo e in una equilibrata autostima di noi stessi.

Il secondo punto:

«Accogliendo con cuore docile e aperto l’appello del nostro Padre e Fratello, fissiamo costantemente in Dio lo sguardo e il cuore, affinché, interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo attrarre tutti all’amore delle realtà invisibili e il mondo, assetato di Dio, venga illuminato dalla conoscenza del Signore e riempito della sua beatitudine.»

Questo bellissimo testo ha bisogno, in ogni sua frase, di essere meditato a lungo poiché ogni parte contiene una verità profonda e spirituale per la vita dell’uomo. Nel complesso si afferma che, una volta fissato lo sguardo in Dio e venendo per questo purificati e illuminati dal Suo Amore, il frate diventa portatore di questa luce, così da attrarre altri alla conoscenza del Signore e possano essere riempiti della stessa beatitudine. Ogni persona che entra in contatto con un innamorato di Dio, viene attratto dalla luce che brilla nella sua anima, dalla pace che emerge dal suo volto e dai gesti misurati e calmi, dalla pacatezza del suo parlare, a dissetarsi a sua volta alla fonte di tale beatitudine e divenendo in tal modo, anche lui, tedoforo della fiamma del fuoco dello Spirito Santo.

Le Costituzioni qui richiamano anche alcuni punti della Parafrasi del Padre Nostro di San Francesco, precisamente il 2, il 3 e il 5:

«Che sei nei cieli: negli angeli e nei santi, e li illumini alla conoscenza, perché tu, Signore, sei luce; li infiammi all’amore, perché tu, Signore, sei amore; poni in loro la tua dimora e li riempi di beatitudine, perché tu, Signore, sei il sommo bene, eterno, dal quale proviene ogni bene e senza il quale non esiste alcun bene.» (FF 267)

«Sia santificato il tuo nome: si faccia luminosa in noi la conoscenza di te, perché possiamo conoscere qual è l’ampiezza dei tuoi benefici, l’estensione delle tue promesse, la sublimità della tua maestà e la profondità dei tuoi giudizi.» (FF 268)

«Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra: affinché ti amiamo con tutto il cuore, sempre pensando te; con tutta l’anima, sempre desiderando te; con tutta la mente, indirizzando a te tutte le nostre intenzioni e in ogni cosa cercando il tuo onore; e con tutte le nostre forze, spendendo tutte le nostre energie e i sensi dell’anima e del corpo in offerta di lode al tuo amore e non per altro; e affinché amiamo i nostri prossimi come noi stessi, attirando tutti secondo le nostre forze al tuo amore, godendo dei beni altrui come fossero nostri e nei mali soffrendo insieme con loro e non recando alcuna offesa a nessuno.» (FF 270)

È molto bella significativa la nota n.2 delle FF 267 a p.189, riferita al testo: «Come Dio è comunione interpersonale di essere, verità e amore, così la condizione “celeste” di angeli e beati è un dono di gloria, nel quale il conoscere sta al primo posto, e dal conoscere nasce l’amore, dall’amore l’inabitazione divina e la beatitudine senza fine.»

Il terzo punto del numero 59 che conclude il Capitolo III delle Costituzioni, con tono solenne dichiara ed esorta allo stesso tempo: «Guidati dallo Spirito, costruiamo in noi una casa e una dimora permanente al Signore Dio onnipotente, Padre, e Figlio e Spirito Santo.»

IL PRIMO CONVENTO FRANCESCANO

Le Celle di Cortona, Oratorio“Cellam gyro parvam paupertas struxit et arte rudem”             Dove si trova il manoscritto di quella elegia di soli sedici distici,

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