Il mistero della preghiera (Lc 11,1-13)

Il Vangelo di oggi ci introduce nel mistero della preghiera. La preghiera che è sempre di Gesù. È l’espressione della sua relazione unica con il Padre; è il dono che ha fatto a noi suoi discepoli.

La preghiera di Gesù verso il Padre introduce in quel rapporto che il Figlio eterno ha vissuto nella sua carne umana, un rapporto che doveva apparire affascinante per chi lo osservava. Per questo i discepoli gli chiedono un insegnamento! In modo incerto e confuso, non sono spinti dal desiderio di conoscere formule nuove ma di condividere quell’esperienza che intuiscono e della quale hanno un estremo rispetto.Solo «quando ebbe finito», gli rivolgono la parola. E Gesù offre loro il padrenostro.

«Il padrenostro ci appartiene e ci sfugge» ha scritto un esegeta (F. Bovon). E d’altra parte, per spiegarlo è necessario sapere pregare, perché è consegnato da Gesù ai suoi discepoli e attraverso la chiesa dei secoli a noi fratelli e sorelle nella fede. Non a caso i primi e grandi teologi hanno preso spunto dal padrenostro per i loro trattati sulla preghiera. Così hanno fatto Tertulliano, Origene, Agostino, per giungere ad autori più recenti come Lutero e Teresa d’Avila, fino ai contemporanei. Fra tutti non posso dimenticare Francesco d’Assisi, che ne scrive una parafrasi in forma di preghiera, offrendo ai suoi frati la coscienza di una grande fede nell’amore e nella bontà di Dio da accogliere perché si rispecchino nella loro vita. Basta citarne solo pochi versi: «perché … li infiammi all’amore, perché tu, Signore, sei amore … attirando tutti secondo le nostre forze al tuo amore … in memoria e comprensione e venerazione dell’amore che egli ebbe per noi».

Il mistero della preghiera s’incarna nella nostra vita, esortandoci a pregare, perché in questo atteggiamento costante le nostre domande esistenziali si purificano e l’attenzione si rivolge sempre di più al Padre, al Donatore da amare sopra ogni cosa, piuttosto che ai suoi doni da ricevere. Così il dono per eccellenza è lo Spirito santo, colui che purifica i cuori ed esaudisce l’intima profondità di ogni richiesta: la presenza di Cristo nella nostra vita.

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