Una fede che calma il mare in tempesta

Per inquadrare la nuova missione in terra turca ecco alcune informazioni. Secondo fonti storiche Istanbul, verso la fine del 1500 (siamo durante il dominio turco ottomano), contava all’incirca 600 mila abitanti, in maggioranza musulmani con una proporzione de 58 % a 42%; questo significa che su 600 mila abitanti circa 250 mila era popolazione non musulmana. La maggioranza delle chiese cristiane come la chiesa bizantina dei ss. Apostoli erano già state sostituite con moschee o scuole coraniche. La stessa sorte era toccata alla famosa chiesa ortodossa di santa Sofia, straordinario segno dell’ammirevole architettura bizantina, trasformata in moschea il giorno stesso dell’entrata in città di Maometto II nel 1453.

Furono inviati in missione a Costantinopoli fra Pietro della croce, fra Dionigi da Roma e fra Giuseppe (sacerdote) con fra Gregorio (fratello) da Leonessa. Dopo un viaggio in mare burrascoso e quando le onde mosse da venti gagliardi stavano per affondare la nave, tutti gridarono: “siamo perduti”, il nostro fra Giuseppe “cadde in orazione, e di repente si abbonacciò il mare, fuggirono le nubi, si affacciò il sole” (p. 61) e cosa mangiare? “Non restavan che pochi tozzi superati ai digiuni dei missionari, e questi, benedetti da Giuseppe, bastarono ancora un mese a quanti erano” (p. 61). Queste cose succedevano per dare continuità alla fede in Gesù! Sbarcati finalmente “nuovi della città, non sapevano dove dirigersi; quando offertosi loro un garzone su i sette anni, li guidò fino a Pera ed ivi sorrise e disparve. Niuno seppe chi egli fosse, ma Giuseppe (san Giuseppe da Leonessa!) disse poi che era stato un suo nipotino, morto prima di partire dall’Italia, e gli storici della sua vita assentirono” (p.61). I santi non hanno difficoltà a far scendere il cielo sulla terra! Per capire la nuova situazione in cui vennero a trovarsi i fraticelli una precisazione storica:

“Sulla riva settentrionale del Corno d’Oro era la zona di Galata, stesa lungo il versante sud della collina e chiusa dalle antiche mura genovesi. L’area –colonia della Repubblica di Genova nell’ultimo periodo bizantino (1267-1453) –restò anche dopo la conquista turca la principale zona d’insediamento della minoranza cattolica e l’area in cui –come si avrà modo di dare conto –si conservò attiva e funzionante la grande maggioranza delle chiese di rito latino. A nord di Galata – in cima al colle ed esternamente alle mura genovesi si stendeva la zona di Pera, area che divenne – dalla prima metà del Seicento in avanti – il quartiere residenziale preferito della minoranza cattolica istanbuliota e la zona di residenza delle principali ambascerie europee” (cfr www.eurostudium.eu Ceracchi).

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