La ricerca (II domenica dell’anno B: Gv 1,35-42)

C’è una domanda che risuona lungo la storia: dove abita Dio? anzi, dov’è Dio? E le risposte date sono le più svariate, da quelle teologiche a quelle esistenziali, dalla mistica che l’afferma ovunque alla negazione della sua presenza. Il brano di questa domenica, letto all’interno della narrazione del IV Vangelo, illumina la domanda e ne offre una risposta singolare.

Siamo all’interno di quella settimana che dà inizio al Vangelo secondo Giovanni, iniziata con il ricordo del battesimo di Gesù nel Giordano e che termina con l’episodio delle nozze di Cana, il primo segno con cui Gesù manifesta la sua gloria ai discepoli (Gv 2,11). Il rinvio è all’altra settimana, dopo la sua Pasqua, quanto Gesù appare una prima e una seconda volta ai discepoli riuniti (Gv 20,19.26). In questa prima settimana, Gesù rivolge la domanda ai due discepoli, Andrea e, forse Filippo, spesso compagno di Andrea (cf Gv 6,4-8; 12,22) come allora la rivolgerà a Maria nel giardino: «chi cercate/cerchi?». E tutti sono spinti dal desiderio di trovare Gesù, in un modo o in un altro. La ricerca di Dio è trasformata nella ricerca di Gesù, perché la sua dimora è il Padre, una cosa sola con lui, come Gesù ricorda a Filippo (Gv 14,8-10).

Israele invitato a cercare Dio (Dt 4,29, Is 55,6) è il simbolo profetico dell’umanità che cerca Dio e lo trova nella carne umana di Gesù. In questo corpo dimora Dio ormai in verità piena. Dal nascondimento di Dio nell’incarnazione nella carne fragile di Gesù di Nazaret attraverso il mistero della Pasqua siamo davanti ad una presenza reale nella carne gloriosa del Cristo risorto. Questa è la dimora vera e definitiva del Padre. E nelle relazioni che il Cristo risorto vive ogni altra risposta umana trova una sua verità autentica per quanto parziale. Dio dimora nel Corpo del Figlio, nella Chiesa sua Sposa come nel sacramento del pane. Dio dimora nella creazione come nell’intimo di ogni uomo. Tante sono le dimore di Dio. Ma tutte lo sono perché relative alla sua piena e definitiva dimora: il Corpo del Cristo, il Figlio fatto carne, crocifisso e risorto. Attraverso di lui, in lui e per sempre Dio sarà tutto in tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cappuccini per la Francia .3

Lo stesso papa Sisto V, poi Gregorio XIV e Clemente VIII, approvarono la lega capitanata dal nostro ex cappuccino come valido strumento voluto da Dio

Leggi »